Untitled document A dare vita all’insediamento di Alberobello fu il conte di Conversano
Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona che prelevò, dal vicino feudo di Noci, alcune famiglie in modo che queste lavorassero le terre da lui bonificate rendendogli un’imposta pari alla decima del raccolto. Il conte
Giangirolamo II, suo successore, diede vita a una fase di urbanizzazione dell’area sfruttando, come materiale da costruzione, le rocce calcaree presenti sul territorio e realizzando gli ormai conosciutissimi trulli. La loro origine di basa sulla possibilità di costruire muri a secco, senza malta e di veloce distruzione, evitando al conte di pagare i contributi al Barone alla Regia Corte. Fu il re
Ferdinando IV di Borbone a eleggere Alberobello città regia annullando l’obbligo della tassazione feudale imposta sul raccolto. L’incantevole città di Alberobello sorge su due rilievi, il colle orientale ospita la città moderna mentre sul colle occidentale vive un’ assoluta tradizione architettonica unica nel suo genere caratterizzata dai famosi Trulli. Il modo più pratico che i contadini trovarono per la costruzione di queste abitazioni fu la forma rotonda con tetto a cupola con in cima un pinnacolo decorativo. Alcuni attribuiscono la loro origine a simboli magici mentre altri li identificano come simboli voluti dal regnante di turno.