L’Etna, assieme al Vesuvio, sono i due più rappresentativi vulcani d’Italia. Rispetto al secondo, però, l’Etna si risveglia ogni pochi anni, per generare uno spettacolo lavico unico, spesso con danni per le località attigue.
È situato nella Sicilia orientale, nel comprensorio catanese, raggiungendo una quota altimetrica massima di circa 3.300 metri. Pur essendo nelle regioni meridionali d’Italia, durante il periodo invernale si ricopre di neve. La struttura interna dell’Etna comprende un macrocratere con diametro di mezzo chilometro, circondato da decine di altri crateri più piccoli.
L’enorme superficie ricoperta e le diverse altitudini permettono il prolificare di differenti specie floreali. Nei pressi del vulcano sorgono numerose frazioncine: Acireale, Randazzo, Zafferana etnea. Proprio quest’ultima, nel corso dell’ultima ondata lavica, ha rischiato grosso. Nei periodi di stasi, tuttavia, il terreno circostante risulta assai fertile e indicato per l’agricoltura.
Sia la base del cratere che le piccole località citate, finalmente fanno parte di un parco regionale, protetto e volto alla valorizzazione del patrimonio culturale e antropologico dell’area etnea.
Diverse leggende hanno interessato l’Etna, con racconti che s’incrociano con la presenza dei greci nel territorio siciliano e la credenza negli dei.