
I confini del
Lazio sono segnati a nord dalla Toscana, dall'Umbria
e da un breve tratto delle Marche; a est dall'Abruzzo e dal Molise; a sud dalla Campania; a ovest dal mar Tirreno.
Le coste sono basse e sabbiose, con l'eccezione di tratti rocciosi in corrispondenza di
Capo Circeo e del
promontorio di Gaeta. Sul litorale si aprono alcuni golfi poco pronunciati: il più arcuato è quello di Gaeta, che appartiene anche alla Campania. Sono laziali le isole di
Ponza,
Ventotene e altre minori.
Il
Lazio copre un territorio dalle caratteristiche assai varie, in prevalenza collinare e montuoso. I rilievi sono ripartiti in alcuni gruppi, diversi per forma, origine geologica, altitudine. Nell'Appennino i
Monti Sabini,
Reatini,
Simbruini ed
Ernici, con cime superiori ai 2.000 m (misura 2.216 m la vetta più alta, il
Terminillo); inoltre, verso la costa, quattro gruppi montuosi di origine vulcanica, con la tipica forma a cono coperto di vegetazione e con talvolta nei crateri dei laghi circolari. Sono i
Monti Volsini, attorno al
Lago di Bolsena; i
Cimini, attorno al
Lago di Vico; i
Sabatini, intorno al
Lago di Bracciano; i
Colli Albani, con i
Laghi di Albano e Nemi. Più a sud, i Monti Lepini, Ausoni e Aurunci.
La fascia pianeggiante comprende le tre pianure costiere della
Maremma Laziale (ai confini con la Toscana),
dell'Agro Romano (tra Roma e il delta del Tevere),
dell'Agro Pontino (ai piedi dei Colli Albani, dei Monti Lepini e Ausoni). Queste terre, un tempo paludose e malariche, nel nostro secolo sono state risanate da numerose opere di bonifica.
Completano il panorama del Lazio due zone particolari, che sembrano regioni nella regione: la
Sabina, che deve il suo nome agli antichi Sabini nemici dei Romani, e si estende nelle province